Il
Parco della Palude di Onara è stato istituito
formalmente con la definizione di “Riserva Naturale Regionale di
Interesse Locale” con delibera n.66 del Consiglio Comunale di Tombolo
il 23 Dicembre 1994. Con Decreto del Ministero dell’Ambiente del
3 Aprile 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.95 del 22 Aprile 2000,
la Palude di Onara è stata inserita nell’elenco dei Siti
di Importanza (SIC) e delle Zone di Protezione Speciali (ZPS), individuati
ai sensi delle Direttive 92/43/CEE e 79/409/CEE. |

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LA PALUDE DI ONARA
Seguiteci alla scoperta di un
ambiente quasi dimenticato.
La palude é una zona umida in cui la presenza dell'acqua, più o
meno vicino al suolo, permette la crescita di una particolare vegetazione e consente
la vita di determinati animali in uno degli ecosistemi più delicati
della biosfera.
LA GEOMOFOLOGIA
della Palude di Onara
Il fiume Tergola attraversa la palude in senso nord-sud, entrando in una portata
di circa 300l/sec. e uscendone con un volume ben maggiore di 1.100l/sec. La
falda freatica dunque contribuisce, attraverso le numerose polle d'acqua, con
un apporto
di circa 800l/sec. Questa situazione è determinata dall'esistenza di un'ampia
depressione nei suoli ghiaioso-sabbiosi della pianura, entro la quale sono evidenziabili
le divagazioni meandriformi, attualmente paleoalvei, del Tergola stesso. Ed è proprio
in corrispondenza di questi paleoalvei recenti che le risorgive si manifestano
con maggiore intensità. Sopra le ghiaie e sabbie di fondo sono spesso
presenti consistenti strati di terreno torboso, formatosi dai materiali accumulatasi
nell'area della palude, prodotti dall'attività dei vegetali e solo parzialmente
decomposti.
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CARATTERI VEGETAZIONALI E NATURALISTICI
I molti ambienti
vegetazionali della palude più o meno conservati
sono tutti determinati dal livello e dalla portata della falda idrica; vanno
dai microambienti delle polle di risorgiva al bosco igrofilo dove domina
l’ontano (Alnus glutinosa)
Maggior interesse naturalistico rivestono le specie microterme che costituiscono
le principali emergenze floristiche.
Si tratta di piante
normalmente frequenti a maggiori latitudini e altitudini, la cui presenza
ad Onara è possibile grazie al microclima freddo delle
risorgive la cui temperatura non supera mai i 14° C nemmeno in estate.
Queste presenze vengono interpretate come “relitto glaciale”,
che erano diffuse nella pianura durante le glaciazioni. Alcune delle specie
sono: Parnassia palustris, Polygonatum multiflorum, Anemone nemorosa, Eriophorum
latifolium e molte altre. L’Eriophorum si può notare nei prati
umidi di montagna o nei terreni bagnati ad Onara per i suoi appariscenti
pennacchi sericei simili a fiocchi di cotone che a gruppo sembrano resti
di neve!Nelle risorgive è presente una pianta rara: l’Euphrasia
marchesettii. Si tratta di una Scrophulariacea che vive nell’ambiente
del giunco nero palustre (Schoenus nigricans). Piccola ed esile, con fiori
poco appariscenti bianchi che sfumano nel violetto, è endemica della
Palude di Onara ed a causa di bonifiche, drenaggi e inquinamento il suo ambiente è ormai
ridotto ed essa è in imminente pericolo di estinzione.
Così i relitti glaciali delle associazioni Orchio-Schoenetum nigricans
presso Ponte Nuovo sono in pratica scomparsi, ma evidentemente la situazione è abbastanza
generale per tutta la palude.
E’ da rilevare, infine, come quasi tutte le aree interessate da macchie
boscate presentino attualmente livelli di degrado accentuato, tale da richiedere
un intervento (dove possibile) mirato al ripristino delle loro caratteristiche
originarie previa eliminazione di specie infestanti o estranee.
La conformazione tipica della Palude è quella dell’Ontaneto,
ridotta ormai a pochi lembi dal progressivo degrado soprattutto da tagli
e incendi. Ove il terreno sia soggetto anche a prosciugamenti, con consistente
alterazione della copertura arborea, è quasi impossibile ripristinare
la situazione originaria; si può solo intervenire introducendo specie
caratteristiche del bosco planiziale (querce, carpini, frassini).
Si assiste, dunque, ad una crescente riduzione della biodiversità,
parametro fondamentale da cui dipende la sensibilità dell’ecosistema
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