Flora

FLORA DELLA PALUDE

Particolarità della Palude di Onara

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Ponticello - palude

La Palude di Onara trova origine dalle polle fredde di risorgiva che sgorgano dal terreno. L’acqua proviene dalle falde sotterranee, attraversando sabbie e ghiaie anticamente trasportate dai ghiacciai (Glaciazione Wurmiana), e risale incontrando le argille impermeabili trasportate dai fiumi e dalle erosioni. Si tratta di un raro ambiente in cui le polle di risorgiva hanno mantenuto dei microclimi freddi che sono rifugio di un particolare tipo di flora relitta, spinta in questo luogo dai cicli glaciali del passato, in particolare dall’ultima fase glaciale detta Dyras recente, iniziata 20.000 anni fa e terminata circa 8000 anni fa, più o meno quando l’uomo da cacciatore diventava agricoltore.
Tutti i fiori della Palude di Onara sono protetti e ne è vietata la raccolta.

 

Le orchidee di palude

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Le orchidee di palude

Le orchidee sono tra i fiori più belli e particolari. Alcune vivono nell’ambiente di palude e sono divenute rarissime per la scomparsa di questi ambienti. L’Elleborine (Epipactis palustris), come indica il nome, è pianta tipica delle paludi. A Onara, cresce tra i “cuscini” della graminacea Molinia Cerulea. Raggiunge i 50-60 cm con la lunga infiorescenza che porta una quindicina di fiori bianchi, con sottili venature rossastre, attaccati ad un lungo ovario, che assomiglia ad un gambo ingrossato. A differenza delle altre orchidee, anziché i due caratteristici bulbi che danno il nome alla famiglia per l’aspetto antropomorfo (orchis), possiede un lungo rizoma sotterraneo perenne, strisciante e ramificato, dal quale spuntano le nuove piante. Fiorisce a giugno, ma la si può trovare più facilmente nelle paludi di montagna fino a 2000 m, da cui proviene.
L’Orchidea di Palude (Orchis palustris) è la più bella ed appariscente. I fiori sono grandi e poco numerosi, di colore variabile tra il rosa intenso ed il rosso screziato, portati sulla cima di un fusto fiorifero rossiccio alto circa mezzo metro. Fiorisce a giugno e si trova nei prati torbosi e paludosi perennemente bagnati. E’ molto rara e quasi completamente scomparsa. Nello stesso ambiente si trova anche la Manina Rossa (Gymnadenia conopsea) dai delicati fiori rosa, muniti anche di un lunghissimo sperone. Possiede due tuberi radicali dotati di cinque strane protuberanze, che danno loro l’aspetto di una mano, di cui il nome volgare, mentre conopsea, significa “zanzara”, che lo collega immediatamente alle paludi. L’Orchidea Verde (Listera ovata) vive generalmente nei sottoboschi umidi di latifoglie in montagna, ma si trova facilmente anche sui Colli Euganei. Ad Onara sopravvive in pochi esemplari nel sottobosco fresco vicino ai canaletti di risorgiva. Caratteristiche della pianta solo le due foglie ovali, da cui il nome della specie ed i fiori verdi, molto sfrangiati che assomigliano moltissimo a tanti piccoli pupazzi con gambe, braccia e tanto di cappello  

 

Piante che provengono dalla montagna

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Fiume - palude

Le piante caratteristiche della Palude di Onara sono quasi tutte legate al microclima freddo delle risorgive; si tratta di piante normalmente presenti a maggiori altitudini, la cui sopravvivenza è legata ad equilibri delicatissimi. Molte specie sono praticamente scomparse negli ultimi anni (un decennio o due): la Parnassia (Parnassia palustris) la rarissima Uefrasia (Eufrasia marchesettii), e molte altre. Nei prati torbosi permanentemente umidi vive l’Erioforo (Eriphorum latifolium) che rappresenta un vero relitto glaciale proveniente dlle Alpi. La sua fioritura tra aprile e giugno costituisce un’autentica sorpresa. I fiori sono portati da tante spighette pendule, ma l’aspetto più significativo è dato dai pennacchi bianchi sericei (formati dai pappi dei semi), che sembrano tant fiocchi di cotone e conferiscono ai prati, un’aspetto innevato. La pianta più nota ad Onara, è la Calta (Caltha palustris), che vive nei canaletti di risorgiva, semisommersa nell’acqua fredda, come nel suo habitat di montagna. Si trova spesso associata alla Valeriana Piccola (Valeriana dioica), con la quale condivide origine e ambienti, formando fitte macchie fiorite di giallo dorato, cui fanno riscontro le ombrelle bianche e rosa della Valeriana. Della comitiva fa parte anche il Sigillo di Salomone (Polygonatum multiflorum e l’Anemone bianca (Anemone nemorosa). Entrambe si trovano anche nei freschi sottoboschi dei Colli Euganei, dove il microclima è assicurato dall’esposizione. Il Sigillo deve il suo nome alle stranissime “tacche” a forma di sigillo, impresse nel rizoma sotterraneo, ed è localizzata in palude nel sottobosco dell’Alneto ( formato dagli Ontani), come l’Anemone che forma densi cuscini dai delicati fiori bianchi, tra i primi a sbocciare, annunziando la primavera.

 

Foto offerte gentilmente da Zangobbo Luigino, Via Filzi, Tombolo