L'Oratorio Ezzeliano di S.Margherita

L'ORATORIO EZZELIANO DI S.MARGHERITA

La chiesetta di S.Margherita è un elemento del complesso edilizio rappresentato dal castello degli Ezzelini ed è quanto resta di un'epoca quanto mai affascinante. La cappellina di Santa Margherita è ricordata in tutte le visite pastorali dei Vescovi di Vicenza e di Padova. Evidentemente è stata ritenuta di grande importanza la sua conservazione, non solo sotto l’aspetto del culto, ma anche come reperto storico di un’epoca che vide la popolazione di Onara, protagonista, con i propri feudatari nelle vicende dei primi due secoli del secondo millennio.

 

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Oratorio Ezzeliano di S.Margherita

L'edificio è rettangolare, misura m.10.80 di lunghezza per 5.90 di larghezza e m 3.75 di altezza; il pavimento originario è stato scoperto a mezzo metro di profondità ed è composto con frammenti di materiale edilizio recuperato dalla romanità. La linea del tetto all'origine è stata scoperta con lo scrostamento dell'intonaco ed è mezzo metro più bassa di quella attuale, che risale al secolo scorso. I due livelli si distinguono per il materiale e la struttura muraria diversi:quella antica, interessante anche per la storia dell'edilizia locale medioevale, è formata da corsi di sassi del Brenta con inserti di materiale romano di recupero, gli angoli dell'edificio sono rinforzati con grossi conci. I lavori di restauro hanno fatto scoprire la facciata e il muro a mezzogiorno che sono riapparsi nella loro struttura delle origini: nel muro sono state recuperate due finestrelle a strombo che si fanno risalire al secolo XII. Anche all'interno ha riservato delle sorprese: è stato, infatti, scoperto che i muri sono stati affrescati su strati di intonaco successivi da attribuire ai secoli XII, XIV, XVI, XVII. (Una figura del secolo XVI, forse un S.Giovanni Battista, è apparsa sul muro di levante ed è attribuibile alla scuola dello Squarcione; questo dipinto ne nasconde un altro che si ritiene contemporaneo dell'oratorio). Dello strato più antico, è stato trovato, nel muro a mezzogiorno, un affresco che rappresenta una croce racchiusa in un cerchio: è pittura simbolica, rustica. Nella nicchia recuperata nello spessore dello stesso muro, è presente una terracotta, di epoca dell'oratorio, finemente lavorata con segni circolari sui quali, si dice, appoggiassero la mano le donne incinte come segno votivo fino a pochi anni fa.
Cinquant’anni fa c’era nella piccola sacrestia una tela, molto rovinata, con la raffigurazione di Santa Margherita che calpesta un drago, simbolo del male e del demonio, ora quella tela, in parte recuperata, è protetta in un quadro. La cappellina, circondata da un muro perimetrale fino al 1948-50, era al centro del vecchio cimitero, dove i partigiani di Onara nascosero diversi camion tedeschi, al momento della ritirata dell’esercito nazista. Il muro perimetrale fu demolito su concessione del Comune perché i laterizi servissero alla ricostruzione di una vecchia casa di Onara, in Via Campolongo, andata a fuoco.